Luogo inprecisato.
31/12
Ore 00:09
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Ore 00:09
È sul maledetto Mag Lev da oltre 15 ore oramai ed il viaggio gli sembra interminabile. L'arrivo è previsto tra qualche ora, ed il capo treno dagli altoparlanti si vanta dell'anticipo di 10 minuti sulla tabella di marcia, il che glielo rende ancora più irritante.
Fuori dal finestrino le luci scorrono ad alta velocità, facendolo sentire come se fosse in un enorme tunnel di luci, infinito come il suo viaggio.
Non ha mai amato il treno, si sente in gabbia li dentro, in una trappola da cui è impossibile fuggire, un lungo serpente metallico che ti inghiottisce e ti risputa quando arrivi a destinazione.
Ha sempre preferito l'automobile come mezzo di trasporto, la sensazione di libertà che gli dona stare dietro al volante non è mai riuscito a replicarla con nessun'altra attività. Il treno invece ti obbliga a fidarti del prossimo, che sia un operatore remoto che guida un mezzo a velocità assurde sopra un singolo binario, o l'inserviente che ogni ora passa a proporgli qualche intruglio caldo di dubbia provenienza spacciandolo talvolta per caffè talvolta per tè.
Di natura non si fida di nessuno, e dover essere obbligato a farlo non lo fa sentire bene.
Ha sempre preferito l'automobile come mezzo di trasporto, la sensazione di libertà che gli dona stare dietro al volante non è mai riuscito a replicarla con nessun'altra attività. Il treno invece ti obbliga a fidarti del prossimo, che sia un operatore remoto che guida un mezzo a velocità assurde sopra un singolo binario, o l'inserviente che ogni ora passa a proporgli qualche intruglio caldo di dubbia provenienza spacciandolo talvolta per caffè talvolta per tè.
Di natura non si fida di nessuno, e dover essere obbligato a farlo non lo fa sentire bene.
Inganna il tempo con il suo tablet collegato al visore, cerchi svago in Overnet, spostando l'attenzione da un Social all'altro, da un sito all'altro. Nella disperazione si guarda anche del porno, ma senza la possibilità di masturbarsi non ha lo stesso effetto.
Controllò l'ora: 00:21.
"Questo viaggio è davvero infinito..." pensò in preda alla noia.
"Questo viaggio è davvero infinito..." pensò in preda alla noia.
Sul lato opposto del treno una ragazza di non più 25 anni osserva divertita la sua agonia, è salita anche lei sul treno alla stazione di Autostrada Sud e tra una surfata in overnet e l'altra ha perso anche qualche minuto ad osservarla: altezza nella media, lineamenti occidentali ma con un tocco esotico, capelli lunghi blu, abbigliamento in linea con la moda del momento, nota dietro all'orecchio destro segni di elettrodi mal celati dietro un leggero fondotinta, chiaro segno di un uso intensivo di visori professionali a controllo neurale.
Prova un certo interesse verso di lei, ma non è mai stato nella voglia di intraprendere un discorso preso com'era nel disagio che gli provoca il treno, ne è neanche mai stato un grande intrattenitore essendosi trovato solitamente meglio ad interagire con un computer piuttosto che con un essere umano in carne ed ossa.
Prova un certo interesse verso di lei, ma non è mai stato nella voglia di intraprendere un discorso preso com'era nel disagio che gli provoca il treno, ne è neanche mai stato un grande intrattenitore essendosi trovato solitamente meglio ad interagire con un computer piuttosto che con un essere umano in carne ed ossa.
Il suo disagio ha raggiunto un livello tale che la ragazza si avvicina, gli porge una tazza-thermos, e gli dice:
- Tieni, è una tisana rilassante. L'ho portata da casa quindi stai tranquillo non è certamente una delle schifezze che ti servirebbero su questa lattina...
Mi chiamo Crimson Raiders ed anche sembra più il nome di una gang di motociclisti è davvero il mio nome...- dice sorridendo - per gli amici Ceer se preferisci. -
- Tieni, è una tisana rilassante. L'ho portata da casa quindi stai tranquillo non è certamente una delle schifezze che ti servirebbero su questa lattina...
Mi chiamo Crimson Raiders ed anche sembra più il nome di una gang di motociclisti è davvero il mio nome...- dice sorridendo - per gli amici Ceer se preferisci. -
D'un tratto il viaggio non gli è più sembrato così estenuante.