Shuto Expressway Route C1.
31/12
Ore 04:00
Le luci dell'autostrada semideserta scorrevano a folle velocità sulla superfice metallizzata della famigerata Nissan Skyline R34 nera che ogni notte viaggia indisturbata sulla Shuto Expressway Route C1, spaventando la popolazione di NeoTokyo con i boati che provoca ad ogni scalata di marcia preceduti da lunghe lingue di fuoco che escono dagli scarichi posteriori ed accompagnata dal potente sibilo della doppia turbina di un vecchio motore RB26DETT.
Un Oni a combustibile fossile sintetico che molti reputano un fantasma di un epoca passata che non vuole lasciare questo mondo terreno. Ogni notte alle 4 questo fantasma compie il giro completo della Route C1, ogni singola notte senza eccezioni. I moderni autovelox installati ogni 2km lungo tutto il tracciato della Route C1 di 14km segnano velocità superiori ai 350km/h e le foto ad altissima definizione mostrano all'interno un pilota che indossa tuta e casco nero con visiera a specchio.
Questo demone dell'asfalto continua a correre ogni notte fino a quando le prime luci dell'alba non sorgono all'orizzonte ed in quell'esatto istante sparisce da ogni radar, da ogni videocamera, da ogni sensore presente sul tratto di autostrada, come un fantasma.
Da quando è apparso la prima volta nel 2060 il demone non si è mai fermato una sola volta, è sempre apparso alle 4 di notte ed sempre svanito nel nulla all'alba. Così per 17 anni,
Quella notte alle ore 05:30 l'auto si ferma vicino all'uscita Miyakezaka JCT, resta immobile per qualche istante nella corsia centrale a motore acceso con i fari allo xeno che tagliano il buio della notte, i fumi della città e le nebbie mattutine di dicembre.
Il pilota scende dall'auto ed inizia a muoversi come si muoverebbe un direttore d'orchestra mentre dirige la Nona Sinfonia di Beethoven, e dopo un istante tutta l'area urbana di fronte a lui si spegne completamente, lasciando nel buio totale tutta Nakano e dintorni per svariati isolati.
Dopo pochi minuti di questo strano balletto, con le auto che sfrecciavano a destra e sinistra dell'auto, si immobilizza restando a braccia aperte, larghe e tese come a voler sfidare il mondo.
Pochi attimi dopo si ricompone, prende una posa quasi marziale e rimonta in auto, lasciata a motore acceso, ripartendo in una nuvola di fumo lasciata dalle gomme che non reggono la troppa potenza rilasciata in un attimo dal potente motore biturbo da 2 litri e mezzo.
Sfreccia via così come era arrivata tra lingue di fuoco e boati assordanti, lasciando dietro di se come unico segno del suo passaggio due lunghe striscie di pneumatici che proseguono per un centinaio di metri.